Ibn Taymiyyah sulla non credenza: Una persona può commettere un atto di miscredenza, ma è scusato a causa della sua ignoranza
Ibn Taymiyyah ha detto, "La Scomunica (takfeer) fa parte della minaccia
di Allah (ma non è una promessa), perché anche se una persona nega
qualcosa che è stato detto dal Messaggero, egli potrebbe essere un uomo
che è nuovo agli insegnamenti dell'Islam, o forse ha vissuto in
un paese lontano o qualcosa di simile, questa persona non diventa un
miscredente, per quello che ha rifiutato fino a quando viene stabilita
la prova su di lui. Forse non ha acquisito bene il testo scritturale, o
no ne è venuto a conoscenza, non ha capito bene, o gli argomeni gli
sono stati presentati in modo contraddittorio e gli serve una
spiegazione, ma non è un miscredente anche se sbaglia . Ho sempre
parlato della tradizione presente nei due libri autentici in cui l'uomo
ha detto: Quando morirò, bruciatemi, crematemi e cospargete le mie
ceneri nel mare, se per davvero Allah è capace di castigarmi con una
punizione diversa da quella che potrei ricevere da chiunque altro fra i
mondi. Allora Allah gli ha chiesto perché lo avrebbe fatto, e l'uomo gli
ha risposto: 'Perchè lo temo' . Così Allah lo perdonò. Questo uomo
dubitava della capacità di Allah di resuscitarlo quando sarebbe stato
trasformato in polvere, anzi, credeva che Allah non poteva resuscitarlo e
questa è la miscredenza, dal consenso dei musulmani, ma egli era un
uomo ignorante. Non sapeva che lui era un credente che temeva che Allah
lo avrebbe punito e così Allah lo perdonò per questo. "
Fonte: Majmu 'Al-Fatawa, Al-Aqidah
قال ابن تيمية وَالتَّكْفِيرُ هُوَ مِنْ الْوَعِيد فَإِنَّهُ وَإِنْ كَانَ
الْقَوْلُ تَكْذِيبًا لِمَا قَالَهُ الرَّسُولُ لَكِنْ قَدْ يَكُونُ
الرَّجُلُ حَدِيثَ عَهْدٍ بِإِسْلَامِ أَوْ نَشَأَ بِبَادِيَةِ بَعِيدَةٍ
وَمِثْلُ هَذَا لَا يَكْفُرُ بِجَحْدِ مَا يَجْحَدُهُ حَتَّى تَقُومَ
عَلَيْهِ الْحُجَّةُ وَقَدْ يَكُونُ الرَّجُلُ لَا يَسْمَعُ تِلْكَ
النُّصُوصَ أَوْ سَمِعَهَا وَلَمْ تَثْبُتْ عِنْدَهُ أَوْ عَارَضَهَا
عِنْدَهُ مُعَارِضٌ آخَرُ أَوْجَبَ تَأْوِيلَهَا وَإِنْ كَانَ مُخْطِئًا
وَكُنْت دَائِمًا أَذْكُرُ الْحَدِيثَ الَّذِي فِي الصَّحِيحَيْنِ فِي
الرَّجُلِ الَّذِي قَالَ إذَا أَنَا مُتُّ فَأَحْرِقُونِي ثُمَّ
اسْحَقُونِي ثُمَّ ذروني فِي الْيَمِّ فَوَاَللَّهِ لَئِنْ قَدَرَ اللَّهُ
عَلَيَّ لَيُعَذِّبَنِي عَذَابًا مَا عَذَّبَهُ أَحَدًا مِنْ الْعَالَمِينَ
فَفَعَلُوا بِهِ ذَلِكَ فَقَالَ اللَّهُ لَهُ مَا حَمَلَك عَلَى مَا
فَعَلْت قَالَ خَشْيَتُك فَغَفَرَ لَهُ فَهَذَا رَجُلٌ شَكَّ فِي قُدْرَةِ
اللَّهِ وَفِي إعَادَتِهِ إذَا ذُرِّيَ بَلْ اعْتَقَدَ أَنَّهُ لَا يُعَادُ
وَهَذَا كُفْرٌ بِاتِّفَاقِ الْمُسْلِمِينَ لَكِنْ كَانَ جَاهِلًا لَا
يَعْلَمُ ذَلِكَ وَكَانَ مُؤْمِنًا يَخَافُ اللَّهَ أَنْ يُعَاقِبَهُ
فَغَفَرَ لَهُ بِذَلِكَ
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